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«In Iren onorata e pronta a battermi per Piacenza»

Barbara Zanardi: io di centrodestra? Falso, voto Pd.

Amarezza, sicuramente, per certe espressioni e giudizi che definisce «ineleganti».

Vuole però buttarsela in fretta alle spalle la polemica sulla sua nomina a rappresentante del Comune nel consiglio di amministrazione di Iren, perché «prevale il grande orgoglio e la soddisfazione» per l'incarico ricevuto dal sindaco Paolo Dosi, «sento il peso di un impegno che intendo onorare nel migliore dei modi».
Barbara Zanardi non se lo immaginava tanto can can attorno alla sua nomina.

Dal Pd si sono levate le bordate più pesanti.
Da Pierangelo Romersi a Marco Bergonzi, il candidato su cui larghi settori del partito scommettevano, da Daniel Negri all'onorevole Paola De Micheli: tutti con il dito puntato contro la scelta del sindaco, senza risparmiare ruvidi riferimenti alla designata e al suo curriculum.
«No, non me l'aspettavo. Sono rimasta a osservare, non entro neanche nel merito. Ho letto tutto cercando di trovare critiche costruttive per farne tesoro nella mia esperienza in Iren».

E le ha trovate?
«In parte. Ad esempio l'attenzione che c'è al fine di rinforzare il legame di Iren con il territorio piacentino, l'aspettativa di avere in consiglio di amministrazione un riferimento e un interlocutore per il territorio».

Che cosa l'ha più amareggiata?
«Avrei sperato che questo gesto del sindaco di dare finalmente concreta attuazione ai proclami sempre così diffusi di premiare le donne e i giovani incontrasse un consenso più corale. Adesso è comunque il momento di mettere da parte tutte le polemiche. E se nei miei riguardi ci sono state anche frasi poco eleganti - diciamo così -, ebbene lo considero uno stimolo in più per fornire risposte puntando sul merito».

L'opposizione ha accusato il sindaco di avere spacciato per civica e ispirata alla competenza una nomina in realtà tutta politica.
«Su questa polemica non entro. Dico solo che la mia candidatura è stata proposta da Michele Bricchi, consigliere comunale del Partito democratico con il quale c'è una conoscenza che risale ai banchi di scuola e che l'ha presentata basandosi su criteri di merito e professionalità. Credo che ci sia questo all'origine della scelta».

I suoi detrattori nella maggioranza hanno tirato in ballo la sua parentela con Lucia Girometta, consigliera comunale del Pdl, per sostenere che il suo cuore politico batte a destra.
«Non ho problemi a far sapere che sono un'elettrice del Pd. Mi ha fatto sorridere vedere citata la militanza politica di mia zia per tirare certe conclusioni».

La sua professione di commercialista nello studio Gnudi di Bologna quanto può considerarsi vicina a una multiutility come Iren?
«Penso che sia molto vicina. Lo studio dove lavoro si occupa di grandi società, mi confronto abitualmente con le logiche di governo di grandi gruppi, sia quotati in Borsa sia non quotati».

Tra le critiche che le sono state rivolte c'è anche la lontananza da Piacenza per motivi sia di lavoro che familiari.
«Professionalmente mi divido tra Piacenza, Milano, Bologna e Roma. Vivo a Roma dove ho la famiglia, mio marito e mio figlio. Ma la residenza l'ho a Piacenza, qui c'è la mia casa con i genitori e il fratello, qui ci sono gli amici. E la nomina in Iren mi porterà più spesso da queste parti. Penso che per chi fa la professione la possibilità di contribuire al progesso del suo territorio sia il massimo. Sento il peso anche in termini di impegno e di tempo per questa carica che intendo onorare nel migliore dei modi. Conto di essere un punto di riferimento per il territorio, di stringere, in diretta collaborazione con Paolo Dosi, rapporti assidui con gli altri sindaci e le istituzioni a ogni livello».

Che giudizio dà di Iren e della sua attività?
«Sta soffrendo, come tanti gruppi industriali, il momento di congiuntura negativa e il conseguente calo di consumi energetici. Il bilancio 2012 ha però mostrato confortanti segni di ripresa, è lecito essere fiduciosi. Anche il varo della nuova governance è un passo positivo verso la semplificazione della struttura e il miglioramento dell'efficienza economica».

Dosi l'ha già smentito, ma le risulta che a Palazzo Mercanti si stia pensando di cedere la quota societaria?
«Mi associo alla smentita».

Tra i sindaci piacentini e Iren è in atto un duro braccio di ferro sul servizio idrico, con i primi che minacciano cause legali per i mancati investimenti e di revocare la gestione alla multiutility.
«Ho ben presente questa problematica che è moto delicata per il territorio, ma per ora preferisco non pronunciarmi. So peraltro quanta attenzione abbia prestato alla materia il mio predecessore, Marco Elefanti, con cui ho avuto occasione di confrontarmi».

Nel cda di Iren si troverà fianco a fianco con manager del calibro dell'ex ministro Francesco Profumo (presidente) e dell'ex dirigente Edison Nicola De Sanctis (amministratore delegato). Se sarà il caso, se la sentirà di battere i pugni sul tavolo per difendere gli interessi piacentini?
«Chi mi conosce bene sa che quello che ho ottenuto fino ad oggi è grazie al fatto che ho sempre battuto i pugni sul tavolo».

Gustavo Roccella
LIBERTA' 09/06/2013


pubblicazione: 09/06/2013
aggiornamento: 27/06/2013

barbara zanardi 18571
barbara zanardi

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