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Sant'Anselmo d'Aosta



«Appariamo impopolari ma affrontiamo i problemi di petto»

di FILIPPO MULAZZI

«Appariamo impopolari ma affrontiamo i problemi di petto»


«Giornalisticamente non abbiamo offerto notizie che meritano la prima pagina. Fa più notizia la chiusura del Baracchino rispetto al Bando Periferie da 11 milioni di euro. Dal mio punto di vista rimane però più alta l’attenzione verso i progetti avviati. Abbiamo preso scelte impopolari, lo so, ma affrontiamo i problemi di petto».

Il sindaco Paolo Dosi fa da scudo nei confronti dell’Amministrazione durante il tradizionale saluto natalizio con la stampa, evento di fine anno utile per il bilancio della situazione e annunciare gli obiettivi dei mesi successivi.
Il primo cittadino ha illustrato nel suo ultimo appuntamento con la stampa quanto fatto nel 2016 e tracciato il bilancio di un intero mandato che ormai sta arrivando al termine.

Lo fa senza annunciare ancora la sua volontà o meno di ricandidarsi nella prossima primavera.
«La ragione del rinvio della decisione è quello di preservare il lavoro della Giunta. Qualcosa mi dice che, se faccio l’annuncio, si concluderebbe il lavoro fatto, e diventeremmo più fragili. Di “botte” ne abbiamo ricevute abbastanza. Se fosse per me andrei avanti fino all’ultimo giorno dell’incarico. E faremo così. Questa Giunta merita di essere messa nelle condizioni migliori».

Il sindaco ammette di non aver ancora maturato una scelta definitiva: «Sono combattuto tra la fatica che comporta questo compito e la voglia di proseguire con una squadra coesa come quella attuale. Questa è una Giunta che ha lavorato in un periodo che non ha precedenti. A differenza dei due mandati Reggi in questi cinque anni abbiamo conosciuto un periodo di sfide continue per l’Amministrazione, per conservare il massimo delle proposte possibili alle condizioni date. Le entrate correnti del 2002-2006 erano di 490 milioni di euro, ora sono di 444 milioni complessivi. Le spese del primo mandato di Reggi sono state diverse dalle nostre. Gli investimenti del Reggi II erano di 50 milioni, oggi superiamo di poco i 22 milioni. Gli oneri di urbanizzazione, utili per intervenire, sono passati dai 34 milioni del I Reggi ai 16 attuali. L’andamento del debito residuo è stato però diminuito: dai 64 milionidel I Reggi ai 26 attuali. È stato ridotto l’indebitamento, si è contenuta la pressione fiscale, abbiamo garantiti i servizi e presentato sempre un bilancio in equilibrio. Ci sono timori rimarcati in consiglio comunale su questo: non c’è preoccupazione nostra sui conti, siamo stati attenti. Ci sono state discussioni interne su questo tema, ma attenzione massima, per non mettere in difficoltà i conti pubblici».

Dosi ha passato in rassegna l’attività dei singoli assessorati.

«Tutto questo non ci ha impedito di volgere lo sguardo ad alcuni investimenti. All’assessore Bisotti ho chiesto di recuperare alcuni obiettivi delle precedenti amministrazioni rimasti in sospeso: partite urbanistiche che si erano incanalate su binari difficoltosi, che non potevano rimanere ancora ferme. Ricordo il nuovo mercato ortofrutticolo, l’acquisizione di Palazzo Farnese e del Laboratorio Pontieri, del Berzolla, la trasformazione del terminal provvisorio dei bus, che preannuncia lavori epocali in piazza Cittadella e che coinvolgono anche la chiesa del Carmine. Ci sono vincoli asfissianti imposti alle Amministrazioni comunali. Di fronte a risultati acquisiti e a quelli che arriveranno bisogna stare attenti». In ballo in questi anni anche l’approvazione del Psc, la riqualificazione dell’ex Consorzio Agrario con Terrepadane. Non ancora conclusi Borgo Faxhall, la caserma Lusignani, la Pertite, il primo Piano operativo comunale.

«Questa è un’Amministrazione – ha proseguito il sindaco - che ha lasciato uno sviluppo alla città, sono grato agli assessori. Albasi, Piroli e Buscarini hanno tenuto alta la proposta di ambiti segnati dalla riduzione di risorse, non ci si può sentire penalizzati in questi settori. Pensiamo alle iniziative culturali, soprattutto alle proposte teatrali offerte in questi anni».

«In città non si è colta la difficoltà di ottenere risorse soprattutto nel commercio. E il sistema scolastico piacentino si è rilanciato, nonostante oggettive difficoltà. Abbiamo l’incidenza più alta di studenti stranieri del Paese, eppure ha funzionato bene, e siamo riusciti a recuperare anche alcuni edifici come l’Alberoni. Inevitabilmente le nostre scuole si sono aperte al mondo, ospitano alunni di origine straniera: la popolazione è cambiata, gli insegnanti hanno cambiato il modo di trasmettere il sapere. Non nego che ci sono state difficoltà – gli studenti non piacentini sono il 20% - eppure la proposta “tiene”».

«Cugini è impegnato su un tema nuovo, uno dei tanti che ha caratterizzato questa Amministrazione: la presenza di profughi, sempre più massiccia. C’è un problema di accoglienza dignitosa e di proporzioni tra territorio e numeri. Vogliamo conservare un equilibrio: c’è una percentuale alta di stranieri nel territorio che non ha creato particolari problemi. Invece sulla presenza di profughi abbiamo paura che si venga a creare un disequilibrio nella comunità piacentina. Bisogna conservare il tessuto sociale cittadino. Gli stranieri qua hanno trovato un loro equilibrio, un’occupazione: una gestione poco coordinata e poco oculata dei profughi non vorremmo che creasse problemi».
«Scarsa rilevanza» invece per i dati e per le indagini sulla qualità della vita condotte dai due quotidiani economici Il Sole 24 Ore (Piacenza 48esima) e Italia Oggi (per loro il territorio è 15esimo).

La scelta di Giunta è stata quella di destinare le risorse rimaste al sociale, ritenuto il più delicato.
«Ricordo l’impegno per la popolazione anziana e i disabili. Ricordo l’impegno per il quartiere Roma. Ci sono questioni irreversibili: cambiamenti epocali per la nostra città, profondi, non si torna indietro. Riconosco all’Amministrazione il merito di non aver ignorato i problemi, anzi, li abbiamo saputi affrontare di petto, anche a costo di apparire impopolari. Penso soprattutto all’assessore Cisini e ai lavori pubblici, argomento sotto gli occhi di tutti. Cisini ha fatto molto con poco: opere che sembravano all’inizio improponibili. Mi auguro che il nostro lavoro sia portato a termine dalla prossima Amministrazione. Il lavoro di Timpano invece è di nicchia, ma importante».

«Sono orgoglioso fino a qua per aver accompagnato una squadra difficilmente replicabile: c’è stato un grande lavoro collegiale. Dal dopoguerra in poi abbiamo conosciuto uno sviluppo nel Paese, da cinque anni a questa parte le cose sono cambiate. Mi sento di dire alle prossime compagini politiche che anziché preparare un programma di 96 punti come abbiamo fatto noi nel 2012, dovrebbero prepararne solamente dieci punti raggiungibili. Molti obiettivi promessi non li abbiamo neanche iniziati perché ci siamo resi conto che erano irrealizzabili».

Incalzato dalle domande dei giornalisti di tutte le testate piacentine, il sindaco ha puntualizzato alcuni aspetti.

«Sul fronte sicurezza abbiamo favorito la nascita di 15 gruppi di vicinato, chiediamo di darci e darsi una mano. Non è la risposta, ma un contributo che il territorio si assume, crea socialità, si raggiungono risultati».

«Sul dopo-alluvione è stato fatto un buon lavoro. L’alluvione ha messo in luce che anche un torrente può creare allarme. I lavori di consolidamento sono quasi tutti realizzati. Se si dovesse ripresentare l’alluvione saremmo in grado di tutelare almeno Roncaglia. Crediamo di avere fatto i lavori sufficienti».

La questione profughi tiene sempre banco.
«Volevamo difendere uno stile di vita, non tanto fare polemiche contro qualcuno. Ci sono dei livelli di accoglienza che generano allarme. Dobbiamo accogliere chiunque arrivi perché l’Italia ha fatto una scelta, e a noi sembra una risposta troppo semplicistica. Abbiamo problemi evidenti nel trovare occupazione e lavoro ai nostri concittadini, a maggior ragione facciamo fatica a costruire percorsi per i profughi».

Dosi ritiene che inquinamento, profughi e sicurezza saranno le battaglie della prossima campagna elettorale.
«Noi come centrosinistra vogliamo trovare risposte equilibrate ai problemi. Troppo facile dire “non li vogliamo i profughi”. Condividiamo l’emergenza con tutto il Paese, vogliamo trovare un punto di sintesi».

«Dovremmo bloccare – ha proseguito - la città intera per l’inquinamento: vorrei vedere se prendessimo questo provvedimento sotto Natale che reazioni si scatenerebbero…Stiamo contenendo gli effetti negativi di una situazione che speriamo finisca».

Che caratteristiche dovrà avere il prossimo sindaco?
«Chi si presenterà dovrà essere poco consapevole di quello che sarà chiamato a fare».
«Piacenza non è comunque destinata a diventare Cenerentola di qualcuno o di qualcosa. Siamo un piccolo capoluogo di provincia della Regione. Credo che Piacenza abbia il dovere di misurarsi con altre realtà per mettere in comune le risorse. Non è abituata, però dovrà farlo…».

Dosi ha dovuto rispondere anche alle inevitabili domande sui dissidi interni al Pd in merito a molte scelte dell’Amministrazione, a partire dal rimpasto di giunta del gennaio 2013.
«Io, forse, ho una minore formazione politica di quella che altri hanno maturato. Ho sofferto molto per questo, ma mi sono sentito più libero di intervenire nel lavoro di questa Amministrazione. Non sono pentito delle scelte fatte sul rimpasto di giunta. Sono orgoglioso dei miei, una squadra di pari tra i pari, sindaco compreso. Qua sta la differenza con l’Amministrazione precedente: lì c’era Reggi, sindaco forte, che dava indicazioni precise agli assessori. Io non ho avuto un carisma così forte, ma ho lavorato con una squadra di persone che ha remato tutta nella stessa direzione».
Una scelta sbagliata?
«Forse non aver preso prima come segretario generale Vincenzo Filippini». Il sindaco si è tolto questo sassolino dalla scarpa: la scelta di Diana Rita Naverio nell’ottobre 2012 , stando al suo commento e apprezzamento per l'attuale segretario, si è rilevata errata.

Infine, le rassicurazioni, sul passato e sul futuro.
«Non ho mai pensato di abbandonare quest’avventura, tanto impegnativa quanto stimolante, prima del tempo. Abbiamo lavorato in modo discreto e concreto. Vorrei che consegnassimo un Comune solido sul quale si possa investire nel miglior modo possibile. E nel bilancio 2017 troveremo senz'altro una quadra, come sempre. Non è nostra abitudine non caricarsi di responsabilità».

da www.ilpiacenza.it del giorno 13 dicembre 2016


pubblicazione: 14/12/2016
aggiornamento: 15/12/2016

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