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galleria immagini  Copra-Nordmeccanica Piacenza campione d'Italia 2009
  Lega Volley: Serie A1 TIM: Il tricolore si tinge di biancorosso.

Leonel Marshall

Leonel Marshall
 

immagine 2 di 4
Esultanza Piacenza Leonel Marshall Attacco Zlatanov

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Al quarto tentativo, la Copra Nordmeccanica Piacenza ce la fa.

La vittoria di questa memorabile Gara 5 al tie break sull’Itas Diatec Trentino pone fine all’inseguimento e Zlatanov e compagni possono finalmente mettere le mani sullo Scudetto. Il numero 64.

Una vittoria che fa fioccare i primati e che scrive il nome di Piacenza nella storia del Play Off.

Mai una formazione quinta classificata al termine della Regular Season aveva raggiunto la serie decisiva della stagione, mai una formazione quinta classificata aveva conquistato, di conseguenza, lo Scudetto.
La bravura della Copra è anche in questo spirito rivoluzionario.
Il tabellone dei Play Off ribaltato, turno dopo turno, facendo saltare il fattore campo.
Prima con la migliore squadra del girone di ritorno la RPA-LuigiBacchi.it Perugia in tre gare; poi con la regina della Regular Season, la Lube Banca Marche Macerata in cinque gare; infine con i Campioni d’Europa in carica, l’Itas Diatec Trentino, in 5 gare.

Un successo che riscatta le tante finali chiuse al secondo posto e che serra il legame con una tifoseria ed una città letteralmente impazzita per questo storico risultato.

Questo Scudetto cancella in un colpo le difficoltà di una stagione travagliata, costellata di tantissimi infortuni ma che ha fatto emergere il grandissimo carattere di questo gruppo e l’estro del tecnico Angelo Lorenzetti che, plasmando una squadra camaleontica, vince il suo secondo scudetto dopo quello del 2002 con Modena.

Eccezion fatta di Dante Boninfante, che ne ha vinto uno a Treviso, questo è il primo tricolore per tutti i giocatori della Copra Nordmeccanica Piacenza.

Questi i nomi dei Campioni d’Italia: Michal Rak, Christian Pampel, Vito Insalata, Marco Meoni, Leonel Marshall, Michele Grassano, Dante Boninfante, Marco Zingaro, Hristo Zlatanov, Gianluca Durante, Joao Paolo Bravo, Christian Dunnes, Novica Bjelica

GARA 5
Itas Diatec Trentino – Copra Nordmeccanica Piacenza 2-3 (25-21; 25-20; 21-25; 22-25; 13-15)



La "favola" del Copra. Miracolo in 8 anni.

La bella favola del Copra Volley inizia di fatto otto stagioni fa.
In A2, in panchina siede un giovane rampante tecnico torinese che risponde al nome di Mauro Berruto, che poche settimane prima aveva chiuso un'esperienza nella sua città con una Coppa Italia di A2 conquistata.
Berruto arriva a Piacenza (siamo nella stagione 2002-'03) nel il primo anno in cui la società Copra decide di entrare direttamente alla guida della società sportiva dopo aver fatto "solo" da sponsor per qualche tempo.
I diritti sportivi sono acquistati a tavolino proprio da Torino, ma sul campo fin dai primi mesi si capisce che questo mister giovane e sconosciuto ai più, attualmente tecnico di Montichiari e della nazionale finlandese, farà fare strada alla squadra creata per tentare da subito di restare ai vertici.
Il campionato non inizia nei migliori dei modi, una sconfitta a Grottazzolina, ma nel giro di pochi mesi arriva il primo trofeo della storia del Copra Volley, la Coppa Italia di A2. E poche settimane dopo il successo in coppa arriva la storica promozione in A1.
Storico è anche l'ampliamento in tempo di record del Palasport di largo Anguissola per permettere alla squadra di giocare le gare interne di A1 davanti al proprio pubblico.
Dodici mesi dopo arriva un'altrettanto storica salvezza.
All'ultima giornata, con Berruto sempre sulla panchina, in un Palasport gremito all'inverosimile e al tie break contro la corazzata Silsey Treviso che da lì a poco vincerà l'ennesimo scudetto della sua storia.
Una salvezza che di fatto ha dato il "la" alla svolta.

La società Copra vuole puntare sempre più in alto, vuole alzare il tiro e si unisce con Milano che aveva deciso di abbandonare la metropoli e ha ceduto i diritti sportivi a Parma.

A Piacenza arrivano fior fiore di campioni della pallavolo (Zlatanov, Grbic, Gardini, Bovolenta, Rosalba), sulla panchina arriva pure Julio Velasco che si rimette in gioco dopo 14 anni di lontananza dai campi. Velasco è l'invincibile, è il profeta della pallavolo non solo in Italia, il colpaccio anche a livello mediatico è davvero importante: infatti tutti gli occhi sono ora puntati su questa nuova piccola entità nel mondo della pallavolistico che si chiama Piacenza.
Primo obiettivo raggiunto da Guido Molinaroli, il super-tifoso, il vulcanico "padre-padrone" di questa squadra.
Si inizia a respirare aria da grande squadra, arriva la Final Eight di Coppa Italia e il Copra ci lascia le penne.
Ma al termine della stagione, siamo nel 2003-'04, arriva la finale di Coppa Cev persa contro Modena e non certo per demerito dei biancorossi (allora vestiti di nero) ma più per un "aiutino" arbitrale ai padroni di casa.
E qualche settimana dopo arriva anche la prima finale-scudetto contro Treviso. Tre vittorie dei veneti con i piacentini (alle prese con tanti infortuni) costretti a giocare a Monza.
Essere vicecampioni d'Italia garantisce però alla squadra la partecipazione alla successiva Champions League, si torna in Europa dalla porta principale.
Velasco saluta e va a Modena, anche il gruppo milanese saluta e tutto rimane in mano a Guido Molinaroli, alla Copra.

Miracoli?
A Piacenza sono all'ordine del giorno, se si vuole. Viene realizzato in tempi record il Palabanca, che garantisce alla squadra di giocare le gare di Champions ed eventuali playoff scudetto davanti al proprio pubblico.
Sulla panchina biancorossa arriva Ljubo Travica, è la stagione 2004-'05, in Champions League il cammino si ferma al secondo turno, in campionato in semifinale con Perugia. Tutto finisce come nessuno avrebbe pensato finisse soprattutto dopo una regular season costellata da una incredibile serie di vittorie, ben 16 consecutive. Travica saluta, arriva Pupo Dall'Olio (stagione 2005-'06) e con lui una finale di Coppa Italia (persa con Cuneo) e il primo trofeo europeo: la finale di Top Teams Cup è vinta contro il Palma di Maiorca.
In campionato però il cammino si ferma troppo presto, già agli ottavi dei play off. Pupo resta in sella anche la stagione successiva (2006-'07): arriva la finale di Coppa Cev giocata in Siberia e persa in finale con i padroni di casa, arriva la finale scudetto persa in tre partite contro la solita Sisley Treviso. Ma la finale scudetto vale la partecipazione alla Champions League.

Stretta di mano a Dall'Olio e ben arrivato a Angelo Lorenzetti (stagione 2007-'08), tanti saluti a Leo Marshall e Nikola Grbic.
Arriva la storica finale di Champions League a Lodz e la sconfitta con il Kazan, arriva la finale scudetto dopo aver chiuso la regular season al sesto posto. L'avversario è Trento che si aggiudica il tricolore all'ultima partita utile.
Angelo Lorenzetti resta sulla panchina biancorossa, Marshall torna con Bravo a Piacenza, il resto è storia di oggi.
Vincenzo Bosco
Libertà del 18/05/2009


Categoria
 :.  SPORT




pubblicazione: 17/05/2009
aggiornamento: 29/06/2009



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